Lia Panichi: La Sartoria delle Fate

Lia Panichi: La Sartoria delle Fate

Il laboratorio di Lia si trova a Porto Potenza Picena in una casa bianca, circondata da una cancellata in ferro battuto; per accedere al piccolo atelier si passa da una porta a vetri ornata di tendine bianche, su cui spicca un meraviglioso ricamo fatto a mano con le iniziali LP Lia Panichi.
Lia è di sopra, ci apre le porte la mamma Maria, da cui Lia ha appreso il mestiere. E’ gentile la signora, parla con un filo di voce; sta lavorando su un tessuto trasparente, con dei ricami. Lavora con tocchi precisi e delicati. E’ l’amore nel movimento che fa la differenza, l’amore trasferito nel capo che si costruisce- che resta magicamente intriso nella stoffa lavorata come un valore aggiunto, impagabile.
Eravamo già stati a trovare Lia e Maria, che lo scorso anno ci avevano portato nel piccolo soppalco, dove il cliente veniva accolto per la prova degli abiti. La sartoria è un luogo senza tempo, conserva un’aura di sacralità- perché preserva un’attenzione tutta particolare all’unicità della persona. Lo scorso anno Lia ci aveva mostrato alcuni tessuti; ci aveva spiegato che la differenza tra un abito di sartoria ed un abito confezionato è proprio nell’attenzione al particolare, nella scelta del tessuto- selezionato al tatto. “Quello del sarto è un mestiere fatato”, un po’ come l’aiutante nelle fiabe, aiuta il protagonista ad esprimersi, materializza i suoi sogni.
Le pareti del laboratorio di Lia e della mamma sono coperte di foto di spose sorridenti, che loro hanno accompagnato all’altare con un abito che esprimesse la gioia di quel giorno speciale.
Lia ci aveva mostrato alcuni ricami originalissimi, e ci aveva detto che ricamare è la sua passione. E si vede perché negli abiti che crea Lia dedica sempre un piccolo spazio al ricamo.
“Ci mancano i giovani” concludono Lia e Maria “sarebbe bello costruire una scuola di mestiere per tramandare il nostro sapere”.

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